LA PICCOLA PARIGI

LE TRAGEDIE DEL MARE

Chiunque in questi giorni accenda la tv o utilizzi un qualsiasi mezzo d’ informazione non può non imbattersi nei resoconti dettagliati della tragedia della Costa Concordia, nave da crociera italiana tragicamente naufragata a largo dell’isola del Giglio la scorsa settimana, con un bilancio di vittime che si allarga ora per ora. La storia ci racconta che tante sono state le tragedie del mare con un tributo di vite umane sempre molto alto, ma ce n’è stata una in particolare che è strettamente legata al nostro paesello: quella dell’Andrea Doria.

Fiore all’occhiello della marineria italiana e della voglia di riscatto del dopoguerra, questo transatlantico affondò il 26 luglio 1956 davanti alle coste americane a causa di una collisione con la nave svedese Stockholm; collisione che provocò uno squarcio nella fiancata e il conseguente inabissamento della nave. Quarantasei furono le vittime di questo disastro. Ma cosa c’entra l’Andrea Doria con Colli a Volturno? Purtroppo c’entra, perché non tutti sanno che in quel viaggio sciagurato c’era una folta rappresentanza di cittadini collesi intenti a raggiungere gli Stati Uniti in cerca di fortuna: come non ricordare su tutti la famiglia Di Sandro, composta dall’allora trentacinquenne Tullio, sua moglie Filomena (29) e dalla piccola e graziosa figlioletta Norma di soli 4 anni.

Durante le operazioni di soccorso, nel tentativo di metterla in salvo, Norma fù lanciata dal padre giù dalla nave ma battè violentemente la testa contro la falchetta di una lancia di salvataggio; non riprese mai più conoscenza e morì dopo due giorni in un ospedale di Boston a causa di gravi lesioni craniche.

Oltre ai morti dovuti al fortissimo schianto tra le due navi, la piccola Norma risultò essere l’unica vittima nelle operazioni di salvataggio, visto che  fortunatamente tutti riuscirono a mettersi in salvo. Dopo quasi 56 anni questo fa ancora rabbia.

This entry was published on gennaio 23, 2012 at 12:24 am. It’s filed under Uncategorized and tagged , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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